Preghiera del Mese Gennaio 2026

Un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio.
Sulle sue spalle è il potere e il suo nome sarà: Consigliere mirabile, Dio potente, Padre per sempre, Principe della pace. (Isaia 9,5)
Un germoglio spunterà dal tronco di Iesse,
un virgulto germoglierà dalle sue radici.
Su di lui si poserà lo spirito del Signore,
spirito di sapienza e d’intelligenza,
spirito di consiglio e di fortezza,
spirito di conoscenza e di timore del Signore.
Si compiacerà del timore del Signore.
Non giudicherà secondo le apparenze
e non prenderà decisioni per sentito dire;
ma giudicherà con giustizia i miseri
e prenderà decisioni eque per gli umili della terra.
Percuoterà il violento con la verga della sua bocca,
con il soffio delle sue labbra ucciderà l’empio.
La giustizia sarà fascia dei suoi lombi
e la fedeltà cintura dei suoi fianchi.
Il lupo dimorerà insieme con l’agnello;
il leopardo si sdraierà accanto al capretto;
il vitello e il leoncello pascoleranno insieme
e un piccolo fanciullo li guiderà.
La mucca e l’orsa pascoleranno insieme;
i loro piccoli si sdraieranno insieme.
Il leone si ciberà di paglia, come il bue.
Il lattante si trastullerà sulla buca della vipera;
il bambino metterà la mano nel covo del serpente velenoso.
Non agiranno più iniquamente né saccheggeranno
in tutto il mio santo monte,
perché la conoscenza del Signore riempirà la terra
come le acque ricoprono il mare. (Isaia 11, 1-9)
Il profeta Isaia descrive un ritorno all’ordine pacifico e un mondo in cui le ostilità precedenti sono eliminate. Ciò non significa che il lupo sia cattivo perché mangia le pecore o che la pecora sia migliore perché mangia l’erba. Ognuno agisce secondo la propria natura. Ma Isaia annuncia la pace messianica: un mondo in cui, realtà che per natura si escludono, possono stare una accanto all’altra senza che una minacci l’altra.
Se un lupo e un agnello possono stare tranquillamente vicini, significa che la salvezza di Dio penetra nelle profondità della creazione. Dio può creare pace tra cose in cui la pace ci sembra impossibile.
L’immagine di Isaia apre anche una porta alla mia interiorità. Dentro di me esistono coppie di elementi che sono o appaiono inconciliabili: si combattono come il lupo e l’agnello. Ed è proprio lì che il Messia vuole entrare. Non per distruggere la natura, come se qualcosa fosse cattivo e qualcos’altro buono, ma per trasformare e armonizzare, affinché due realtà non si combattano più né si escludano, ma possano convivere e stare in pace l’una accanto all’altra.
Beati i pacifici, poiché saranno chiamati figli di Dio.
Sono veri pacifici coloro che in tutte le contrarietà che sopportano in questo mondo,
per l’amore del Signore nostro Gesù Cristo,
conservano la pace nell’anima e nel corpo. (S. Francesco, Ammonizione XV)
San Francesco ci invita a vivere in noi quell’unità a cui ci richiama il profeta Isaia, la novità che il regno messianico viene a instaurare; ci invita a non perdere la pace anche nelle contrarietà della vita, anche quando certi aspetti della nostra personalità possono combattere tra loro.
Al termine di questo anno e all’inizio del nuovo possiamo provare, nel silenzio della preghiera, a mettere insieme le nostre inconciliabilità, chiedendo aiuto a Colui che è venuto a portare la pace:
- provo a mettere due aspetti della mia personalità, che avverto in opposizione, uno accanto all’altro in pace: che cosa sarebbe necessario perché potessero stare così? Quale grazia del Messia potrebbe operare questo? Che cosa concretamente posso fare io per aprirmi in novità al nuovo anno? Quali conflitti posso lasciare nel vecchio?
Se mi fermo a riflettere scopro che tanti “animali” vivono anche dentro di me: - posso far conciliare la pazienza e la lentezza perseverante della tartaruga con l’energia e il coraggio della tigre?
- posso mettere insieme il desiderio di vicinanza e di affetto di un piccolo cucciolo di pinguino con la vulnerabilità del riccio che si protegge con i suoi aculei?
E di fronte alla chiamata di Dio nella mia vita di credente: - posso far stare accanto alla risposta fedele del cane, sempre pronto a correre alla chiamata del padrone, la sensazione di inadeguatezza della talpa che ci vede poco e si sente spesso sopraffatta?



Quando viene lo Spirito del Signore, spirito di amore, allora può regnare la pace dentro di me, tra realtà che ritengo per natura incompatibili. La pace che Dio promette è messianica, non siamo noi a cambiare gli “animali”: è il Messia che opera e che cambia il mondo in cui essi possono vivere. L’agnello non diventa un lupo, e il lupo non diventa un agnello. Entrambi possono rimanere ciò che sono – ma non devono più distruggersi a vicenda. Dio non mi toglie la mia natura. Toglie solo la necessità che una parte debba combattere l’altra. Questa è la pace più profonda.
Signore, Principe della pace,
guarda le parti di me che faticano a convivere.
Porta la tua luce dove regna la confusione,
la tua tenerezza dove c’è paura,
la tua forza dove mi sento diviso.
Rendi possibile ciò che io considero impossibile.
Con il tuo Spirito unisci ciò che è ferito,
calma ciò che è inquieto,
riconcilia ciò che è in lotta.
Porta la pace dentro di me,
fa’ che io possa camminare nella tua pace,
e che la tua presenza in me
trasformi ogni conflitto in incontro.
Per Cristo nostro Signore.