Preghiera del Mese Aprile 2026

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
Preghiamo:
O Padre, il nostro convenire per ascoltare la Tua Parola, fa gioire il tuo cuore perché Tu sei in cerca, dentro le nostre chiusure spesso ermetiche, di spiragli attraverso cui entrare nella nostra vita. Essere qui è un segno di disponibilità a Te, per questo o Dio guardaci con benevolenza, parla al nostro cuore e tienici per mano nel cammino della vita.
Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore,
Amen
Dal vangelo secondo Luca (24, 13-35)
Ed ecco in quello stesso giorno due di loro erano in cammino per un villaggio distante circa sette miglia da Gerusalemme, di nome Emmaus, e conversavano di tutto quello che era accaduto. Mentre discorrevano e discutevano insieme, Gesù in persona si accostò e camminava con loro.
Ma i loro occhi erano incapaci di riconoscerlo.
Ed egli disse loro: «Che sono questi discorsi che state facendo fra voi durante il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli disse: «Tu solo sei così forestiero in Gerusalemme da non sapere ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò: «Che cosa?». Gli risposero: «Tutto ciò che riguarda Gesù Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i sommi sacerdoti e i nostri capi lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e poi l’hanno crocifisso. Noi speravamo che fosse lui a liberare Israele; con tutto ciò son passati tre giorni da quando queste cose sono accadute.
Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; recatesi al mattino al sepolcro e non avendo trovato il suo corpo, son venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati al sepolcro e hanno trovato come avevan detto le donne, ma lui non l’hanno visto».
Ed egli disse loro: «Sciocchi e tardi di cuore nel credere alla parola dei profeti! Non bisognava che il Cristo sopportasse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E cominciando da Mosè e da tutti i profeti spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui. Quando furon vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi perché si fa sera e il giorno già volge al declino». Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, disse la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma lui sparì dalla loro vista. Ed essi si dissero l’un l’altro: «Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture?».
E partirono senz’indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone». Essi poi riferirono ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.
Gli Apostoli sono testimoni di ciò che loro hanno visto quella notte nel Cenacolo, a Emmaus e in tutte le apparizioni dopo la Pasqua: il corpo di Gesù risorto, ma sono testimoni anche della comprensione della Scrittura. Questo è importantissimo per noi. La comprensione della Scrittura non è come una pagina di teologia che si aggiunge all’esperienza della Pasqua. La comprensione della Scrittura fa parte dell’esperienza del Risorto!
C’è una perfetta identità tra il Crocifisso e il Risorto: questo i discepoli devono comprendere. Loro, i discepoli, si immergono dentro questo fatto, lo riconoscono: è Lui. Così dovremmo fare noi.
Che possibilità di conoscerlo abbiamo?
Abbiamo la Parola, la testimonianza degli apostoli, la Chiesa. Tutto questo ci viene donato nella Chiesa. Potessimo conoscere la potenza della Parola… che poi non si esaurisce in una conoscenza mentale perché la Liturgia ci mostra come la Parola che dice di Lui, si rende poi attuale. Come ci viene dato questo? Nella celebrazione dell’Eucaristia. Il suo perdono ci viene offerto nel sacramento della Riconciliazione, i Sacramenti sono l’efficacia visibile della sua Parola che ci permette di conoscerlo, sono il luogo dove questa conoscenza diventa poi una compromissione vitale di Lui. Di questo abbiamo bisogno: abbiamo bisogno di assorbire la sua Pasqua dentro la nostra carne! (Mons. V. Viola)
Preghiamo
O Dio che gioisci nello stare in comunione con noi,
donaci il tuo Spirito,
perché nei sacramenti e specialmente nell’Eucaristia
riconosciamo il Cristo crocifisso e risorto,
che apre il nostro cuore all’intelligenza delle Scritture,
e si rivela a noi nell’atto di spezzare il pane.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
Amen