Preghiera del Mese Marzo 2026

Pregare la Parola: DALLA CENERE AL FUOCO
(preparare un bracere, alcuni grani di incenso e un foglietto con biro per ogni persona)
Preghiamo: O Padre, tu dimentichi il nostro peccato, tu sei fedele all’Alleanza! Tu sai farci passare dalla cenere della nostra miseria, al fuoco dell’amore che nella Veglia di Pasqua si renderà visibile come espressione dell’ardore che hai saputo riaccendere nei nostri cuori.
La supplica che ti rivolgiamo è per quel bisogno di vita e di amore che abbiamo dentro e che spesso ci porta a cercare diverse alternative per saziarlo. Ma solo Tu puoi saziare i nostri bisogni (di senso, di bellezza, di fraternità, di pace, di gioia, di speranza), Tu che hai messo nel nostro cuore questi desideri! Per questo siamo qui e ti preghiamo mentre camminiamo sulla via del ritorno a Te.
Per Cristo nostro Signore.
Amen
Giuditta 4, 8 e seguenti: “8. Gli Israeliti fecero come aveva loro ordinato il sommo sacerdote Ioakìm e il consiglio degli anziani di tutto il popolo d’Israele, che si trovava a Gerusalemme. (il pericolo era l’esercito assiro, una grande potenza) 9. Nello stesso tempo ogni Israelita levò il suo grido a Dio con fervida insistenza e tutti si umiliarono con grande impegno. 10. Essi con le mogli e i bambini, i loro armenti e ogni ospite e mercenario e i loro schiavi si cinsero di sacco i fianchi. 11. Ogni uomo o donna israelita e i fanciulli che abitavano in Gerusalemme si prostrarono davanti al tempio e cosparsero il capo di cenere e, vestiti di sacco, alzarono le mani davanti al Signore. 12. Ricoprirono di sacco anche l’altare e alzarono il loro grido al Dio di Israele tutt’ insieme senza interruzione, supplicando che i loro figli non venissero abbandonati allo sterminio, le loro mogli alla schiavitù, le città di loro eredità alla distruzione, il santuario alla profanazione e al ludibrio in mano alle genti.”
Vers. 13: IL SIGNORE ASCOLTO’ IL LORO GRIDO
Giuditta 9 “Allora Giuditta cadde con la faccia a terra e sparse cenere sul capo e mise allo scoperto il sacco di cui sotto era rivestita e, nell’ora in cui veniva offerto nel tempio di Dio in Gerusalemme l’incenso della sera, Giuditta supplicò a gran voce il Signore”.
Commento
Ci è chiesto di mostrare la nostra caducità, il nostro bisogno di Dio, è questo che dà intensità alla nostra supplica rivolta a Lui. Esprime il bisogno di Dio e non come una delle alternative possibili ma come l’unica alternativa, l’unica possibilità. Non c’è altro!
Israele che si rivolge a Dio per chiedere la salvezza dall’esercito che lo assale, sa che solo Dio può salvarlo e mette tutto se stesso in quella supplica in un abbandono fiducioso; il gesto della cenere, noi, come molti dei segni che ci sono nella Liturgia, li abbiamo un po’ indeboliti, nella loro verità.
Ma tu pensa a un capo cosparso di cenere, come diceva il Libro di Giuditta, il volto imbiancato dalla cenere, l’abito imbiancato, cosa che dà al nostro corpo quasi un pallore di morte: è una dichiarazione di assoluto bisogno. Come dire: intervieni Signore, siamo morti senza di te! Per cui senti che in questo gesto c’è davvero l’intensità della supplica di chi si rivolge a Dio avendo Lui come unica possibilità!
(Monsignor Vittorio Viola)
Preghiamo: Donaci o Padre di saper comprendere fino in fondo il valore della cenere che anche quest’anno è stata posata sul nostro capo all’inizio della Quaresima, aiutaci a creare silenzio dentro di noi, per poter fare i conti con la nostra caducità, per riconoscere ciò di cui abbiamo veramente bisogno. Tu ci attendi, hai fatto di tutto per aprirci la strada del ritorno a Casa e noi con gioia, vogliamo percorrerla. Ci aiuti il tuo Santo Spirito.
Per Cristo nostro Signore.
Amen